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Andrea796

[Libro] Minecraft e il tesoro dei Minatori

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Wow il fatto che vi interessi senza neanche sapere di cosa tratta mi fa sentire un semidio. O un quarto di dio... fate voi.

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Wow il fatto che vi interessi senza neanche sapere di cosa tratta mi fa sentire un semidio. O un quarto di dio... fate voi.

Diciamo un dio in terra (nel senso che è cascato) :(

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Libro sul nemesis!

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Libro sul nemesis!

:asd: spero tu intenda l'ipotetica stella gemella del sole orbitante nella nube di Oort.

:asd: Nel caso non fosse così

:D No.

:asd:

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Nono, voglio il Nemesis.

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L'ultimo capitolo è arrivato! Gioite! Penso mi sia venuto abbastanza bene, proprio come da progetto. E mentre leggete ricordate ciò che il grande Kubrik disse:

"Se qualcuno ha capito qualcosa, ciò significa che io ho sbagliato tutto"

****

Capitolo 11: Praemium

La giornata passò senza particolari intoppi. Il cielo era sereno e soffiava un vento lieve e tiepido.

Il temporale del giorno prima si era ormai dissipato, sia nel cielo che nella sua mente. I suoi pensieri erano infatti molto ottimistici, ora, si sentiva pervaso da un entusiasmo e da una forza quasi sovraumana. Aveva vinto. O almeno stava per vincere.

Grazie al tempo favorevole aveva percorso all’incirca dieci kilometri quando il sole era già a mezzogiorno. Secondo una stima dei tempi approssimativa sarebbe arrivato alla Costruzione per il tramonto. Aveva ovviamente considerato soste regolari per non arrivare sfinito. Non poteva permettersi di fallire un’ipotetica prova di abilità, una volta arrivato. Aveva previsto tutto ed era pronto.

Il giorno passò tranquillamente, senza problemi né colpi di scena, e il tramonto si avvicinava.

Incominciò a domandarsi se avrebbe riconosciuto la costruzione... dopotutto non aveva la minima idea di come fosse, quanto fosse grande o evidente, e sperava.

Non sapeva che non avrebbe avuto bisogno di cercarla, una volta vicino.

Gli si presentò ormai al calar delle tenebre: Una rupe, una parete piatta di roccia. Non avrebbe insospettito nessuno, se solo non avesse avuto, scavata nella roccia con cura impeccabile, una gigantesca aquila.

Chris rimase stupefatto e scioccato da quella visione maestosa. Infatti la vide appena dopo essere uscito da una fitta foresta. Non aveva scorto niente fino allora, e l’impatto visivo era stato notevole.

Si avvicinò con circospezione alla figura torreggiante e quando fu abbastanza vicino, poté scorgere un piccolo punto, sotto l’aquila, al livello del terreno.

Il punto era una porta. Una semplice e sola porta, incassata nella pietra.

Chris vi fu davanti in pochi minuti; era una porta di legno, non più bella o solida di quella che chiudeva la sua defunta casa.

Mai giudicare un libro dalla copertina... pensò Chris, che cominciava a essere deluso del risultato del suo faticoso viaggio. Sopra la porta c’era un cartello.

Riportava una strana scritta, in una strana lingua:

Hic sunt magna libertas et praemium.

Di primo acchito non gli venne in mente neanche un accenno di traduzione. Poi gli venne in mente che era latino, lingua morta, peraltro studiata da sua sorella. Alcune volte lei aveva provato a insegnargli qualcosa a riguardo, ma Chris non aveva mai voluto, e in quelle poche occasioni in cui aveva effettivamente assistito alle ‘lezioni’ della sorella aveva dormito metà del tempo e per la restante metà era sempre stato ben poco attento. Poteva comunque distinguere il termine libertas: aveva a che fare con la libertà. Invece ignorava completamente il significato di praemium, ma su internet comparivano spesso termini simili, e di solito erano legati a vantaggi o benefici.

Con indifferenza aprì la porta e si trovò all’imboccatura di un corridoio molto lungo e mal illuminato, interamente scavato nella montagna. Percorse per un centinaio di metri il pavimento scarno e polveroso, per trovarsi di fronte ad un’altra porta. Aprì anche questa, ma lo spettacolo che ebbe davanti, questa volta, era ben più maestoso e armonioso:

Un gigantesco antro scavato direttamente nella roccia. era alto quasi settanta metri, con imponenti colonne decorate con oro e gemme. Qualche anno prima era stato con la sua famiglia in Europa, a Barcellona per la precisione. Lì avevano visitato, spendendo un occhio della testa, la Sagrada Familia. Chris si era opposto, ma una volta entrato era rimasto semplicemente paralizzato dalla bellezza dell’interno. Meravigliose e surreali strutture si alternavano in quell’opera d’arte. L’antro in cui si trovava era molto simile alla Sagrada Familia, era solo molto più grande. Le pareti laterali, che si estendevano per... forse duecento metri, calcolò rapidamente Chris... erano incise con scene epiche che... oh mio dio! Erano loro! Lui ed Anthony! La prima incisione mostrava chiaramente lui che si alzava dal letto, con Anthony accanto a lui! È chiarissimo!

Anche se era poco colorata, la scena mostrava abbastanza bene tratti come il colore dei capelli, degli occhi, i muri e i loro vestiti. Chris corse veloce per scorgere da vicino la mastodontica figura... Sono io! Quello la è Anthony! Si vede benissimo... ma... mio dio! Non può essere!

Corse più avanti. Scandite dalle colonne si susseguivano le scene della loro vita nel mondo, decorate da oro e diamanti, da placche argentee e pietre bluastre. Chi aveva disegnato quelle figure? Un lavoro di tali proporzioni non poteva essere stato compiuto nel breve periodo che avevano passato nel mondo... Non da degli uomini... Corse sempre più avanti, passando tra scene di lotta e scene di stupore e di paura.

Giunse infine al termine della grotta spettacolare, per trovarsi davanti ad un altare finemente decorato, tuttavia incredibilmente imponente.

Sopra l’altare, più grande delle altre, un’immagine raffigurante lui, in piedi, nella tempesta, lo sguardo rivolto all’aquila.

Sotto l’immagine, sul pavimento, una porta, un’altra...

Senza esitare l’aprì e vi trovò l’ultima cosa che si aspettava di trovare li... libri! Librerie stracolme che si estendevano in lunghe file in uno spazio tanto imponente quanto quello della Cattedrale! Sugli scaffali giacevano anche disegni, statuette, copie a dismisura. Notò lo schema anatomico di un creeper che giaceva, infilato a forza, tra due piccoli libri. Poi disegni di uomini, ragni e... oscure figure dagli arti oblunghi.

Aprì a caso uno dei libri che, spinto da chissà quale forza, si era rovesciato in avanti e giaceva col dorso verso l’altro. Parlava della fisica nel mondo, di come la gravità fosse distorta e non imparziale, di come gli oggetti non cadessero.

Chris lo richiuse e corse avanti. Vagò a lungo nel labirinto di carta, finché non si trovo alla meta. O almeno questo gli diceva la testa.

Un libro, evidentemente più curato e importante degli altri, giaceva solo su un leggio di legno e pietre. Emanava luce.

Chris lo raccolse, lo aprì e lesse.

Questo mondo è falso. Tuttavia, ciò non significa che il Mondo non esista. Immagino tu ne sia al corrente, Chris...

Chris ci pensò su, ormai non era più stupito, era solo... tranquillo... lo immaginavo...

Bene... Sentì che le parole erano pronunciate proprio nella sua mente, non c’era nessuno vicino a lui. E sentì che era giusto così.

È stato difficile? Si sentì dire poi in testa.

Non lo so... no... forse. Rispose titubante Chris.

Non ha importanza... sei qui perché voglio, perché deve essere così.

Chi sei? Chiese Chris, sicuro.

Io sono i Minatori, Chris, o meglio, sono la loro unione, la loro volontà, la loro mano. Noi... Io ho scatenato l’invasione di casa tua... per farti partire, ho soffiato la tempesta, per accelerare i tempi, e ora sei qui. Io sono paziente, ma gli uomini sono ancora legati al tempo, dopotutto...

Chris capiva. Non afferrava tutte le parole, ma capiva il guscio che le conteneva, che ne definiva i limiti e la forma, il quadro.

Tu hai mandato via Anthony? Chris si sentiva in grado di porre una simile domanda, ora.

Si. Ho causato la sua cacciata. Esordì la Voce.

E perché? Chris sentì la rabbia crescere e scomparire allo stesso momento. Si fidava dei Minatori, o almeno della loro Voce.

Ti rallentava. Era una delle condizioni necessarie affinché tu partissi - e arrivassi - il prima possibile. Il suo impegno è lodevole, ma richiede troppo tempo. Ma non temere. Anche lui avrà ciò che sarà dato a te - anzi - lui ha già ricevuto parte del dono.

Che dono? Fece il ragazzo, curioso.

La libertà, Chris. La libertà di vivere nel mondo vero, e di governare quello falso. Avanza.

Chris mosse qualche passo verso il muro davanti al leggio. In un attimo un varco apparve e si spalancò. Chris lo oltrepassò.

Si ritrovò su una terrazza di roccia naturale. Il sole stava sorgendo a est, di fronte a lui.

Fa’ quel che vuoi. Hai la libertà. Questo è il tesoro che i minatori hanno custodito per voi, i nuovi Minatori del Mondo: la libertà di agire nel vostro regno e libertà assoluta nel nostro. Sii libero, come l’aquila. Detto ciò la voce si dissolse e il rapace prese il volo, si sollevò e passò proprio di fronte a Chris.

Il sole uscì dal letto dell’orizzonte, la luce crebbe sempre più, ma non si fermò. Crebbe fino ad avvolgere Chris in una luce totale. Non c’era più niente, solo la luce bianca per eccellenza. Poi persino il peso scomparve, e Chris galleggiò per lunghi minuti. O solo secondi? O anni? Persino il tempo scomparve. Poi Chris cadde nel buio.

Come nell’auto.

****

Credo proprio che per avere una spiegazione esauriente dovrete aspettare l'epilogo, ma abbiate pazienza, e ricordate Kubrik.

P.S. il messaggio è stato editato secondo le segnalazioni errori.

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OMG!!!!!!!!!

Sto tremando O.O

E fantastico, è veramente fantastico!!

Guardi ti meriti un +1 :asd:

Sei veramente un genio :asd:

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Non deludi mai!

Ma siccome io sono fermamente convinto che Grammatik Match Frei, ti faccio notare un paio di errori:

...senza problemi ne colpi di scena...

.

...che era latino' date=' lingua morta, [b']che peraltro era studiata[/b]...

Personalmente avrei scritto peraltro studiata.

...Barcellona per la precisione. Li avevano visitato...

.

Ciao

Ian

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E perché? Anthony sentì la rabbia crescere e scomparire allo stesso momento. Si fidava dei Minatori' date=' o almeno della loro Voce.

[/quote']

Penso che ti sia sbagliato: hai scritto Anthony al posto di Chris.

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Penso che ti sia sbagliato: hai scritto Anthony al posto di Chris.

Sono un GN fallito XD

Ciao

Ian

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Penso che ti sia sbagliato: hai scritto Anthony al posto di Chris.

Sono un GN fallito XD

Ciao

Ian

Eh, hai notato i piccoli errori ma non l'errore più evidente xD

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E perché? Anthony sentì la rabbia crescere e scomparire allo stesso momento. Si fidava dei Minatori' date=' o almeno della loro Voce.

[/quote']

Penso che ti sia sbagliato: hai scritto Anthony al posto di Chris.

...senza problemi ne colpi di scena...

.

...che era latino' date=' lingua morta, [b']che peraltro era studiata[/b]...

Personalmente avrei scritto peraltro studiata.

...Barcellona per la precisione. Li avevano visitato...

.

Ciao

Ian

Già... ci sono molti errori... lo immaginavo... alcuni li ho corretti mentre corsivavo (devo applicare il corsivo dopo aver scritto tutto, sul forum, infatti il copia-incolla non trasferisce il formato XD), ma alcuni sono ovviamente rimasti... provvedo subito!

Non avrei dovuto scrivere il capitolo più importante alle dieci di sera :asd:

Ah, dopo una lunga riflessione (all'incirca 16 secondi) ho deciso di separare l'epilogo in capitolo 12 ed epilogo. Il capitolo 12 sarà corto... l'epilogo sarà lungo qualche riga.

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Capitolo dodici, ovvero, come separai l'epilogo in due pezzi distinti ma uguali. Appartengono allo stesso mondo, dopotutto.

****

Capitolo 12: Il mondo è un fazzoletto

Il buio si dissolse lentamente e a chiazze, per rivelare lentamente il mondo che lo circondava.

Prima delle immagini arrivarono i suoni. Erano altre persone, che parlavano in tono agitato, ma freddo.

“Si sta svegliando...” “preparate il...” “chiamate...” “si sta svegliando!”

Chris aveva ancora la mente annebbiata. Mi sto svegliando. E allora?

Poi il buio si schiarì, ma la sua vista era ancora annebbiata.

Sentì all’improvviso un bruciore sul braccio, e constatò che il tatto era tornato. Ora si rendeva conto che era steso. Su di un letto.

“Stai bene?” Chiese una voce accanto al letto. Chris restò per lunghi secondi senza rispondere. Chi è? Perché mi chiede se sto bene? Ho forse qualche problema?!

In poco tempo fu abbastanza cosciente da capire la situazione: era in ospedale; lo indicavano i medici che gli ronzavano attorno e i colori tenui e rilassanti che lo circondavano, per non parlare poi dell’odore di disinfettante che come uno spillo s‘infilava nell’aria. Si voltò dalla parte da cui gli sembrava fosse provenuta prima la voce.

Ebbe un sussulto quando riconobbe nel volto di colui che, seduto su una sedia lo guardava con apprensione, i tratti di... “Anthony?” Balbettò. “Perché sei qui?” Chiese poi, ancora sotto shock.

“Meglio che te lo dica dopo, ora non è il caso.”

Poi Chris, di colpo, si riaddormentò.

Qualche ora dopo stava già meglio. Aveva riabbracciato finalmente i suoi genitori, aveva mangiato e ora era di nuovo steso. Erano circa le due del pomeriggio, quando qualcuno bussò alla porta. “Permesso...” fece Anthony affacciandosi alla porta aperta. Chris fece segno all’amico di avvicinarsi, ed egli si avvicinò. “Avevi chiesto una spiegazione. Be’... eccomi qua!”

Chris cercò di riordinare i propri pensieri prima di cominciare con le domande. Porse, per prima, la più ovvia: “Com’è che sei qui?” Anthony rispose con indifferenza, girando lo sguardo mentre parlava: “Oh, be’, vivo a soli due kilometri da dove mi hanno detto che vivi tu...” Chris ribatté seccato: “Intendevo” e qui guardò Anthony con aria scocciata, “Come sei finito in ospedale!”

Anthony rispose imbarazzato: “Oh, hai ragione, che sciocco...” poi si riprese, “Pare che siamo stati in stato di incoscienza per tre giorni...”

“Come? Perché?” chiese Chris agitato.

Anthony rispose con riluttanza: “Be’... Hai presente il detto ‘il mondo è un fazzoletto’? Sicuramente lo conosci... insomma, ora più che mai mi sembra appropriato: sembra che... la macchina...” e qui l’imbarazzo tornò, “sai... quando...” poi batté il pugno sulle proprie ginocchia: “Insomma: io guidavo la Porsche! Nell’incidente! La gara, lo scontro! Capito? Ero io!” e sospirò.

A quelle parole, a Chris crollò il mondo addosso. Lui?? Rimase interdetto per lunghi secondi, secondi di rabbia, di tristezza e di pentimento, che si conclusero in... felicità! Impossibile a dirsi, ma questo fatto ora lo compiaceva. Dopotutto aveva incontrato Anthony così... non tutti i mali vengono per nuocere, in fondo... “Proprio un fazzoletto, eh?” disse, e poi rise, e Chris ed Anthony risero per minuti, ancora insieme, nel Mondo. Quello vero.

****

Ultimo capitolo concluso, arriva l'epilogo.

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Jackpot! In un colpo l'ultimo capitolo e l'epilogo! Siete fortunati, eh? :D in ogni modo, bando alle ciance e cominci la fine.

****

Epilogo

Chris era a casa sua. Aveva salutato Anthony alle cinque dopo aver lasciato l’ospedale. Persino i medici erano sorpresi di quanto rapidamente si fosse ripreso dal trauma.

Aveva risposto alle chiamate e alle visite dei parenti che si erano preoccupavano di lui, pur ignorando apertamente il consiglio del medico di lasciarlo riposare.

Era arrivata la sera. Andò in camera sua e si infilo lentamente nel letto. Poi spense la lampada da tavolo, l’unica fonte di luce rimasta nella stanza.

Chiuse gli occhi; si addormentò quasi subito.

Quasi come in un film che viene riavvolto, passò dal buio alla luce, che lentamente svanì per lasciare spazio ai colori. C’erano le rovine della loro casa, davanti a lui, ora. Si girò e scorse Anthony.

Chris guardò Anthony e Anthony guardò Chris, e i due si rimisero subito al lavoro.

****

Non posso credere che sia finito... è iniziato che era solo il due luglio, ma mi sembra che sia passata un'eternità!

Avevo in mente di scrivere qualcosa di altisonante in questa ultima nota, ma chi se ne frega, ho già scritto abbastanza, dopotutto :asd:

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Jackpot! In un colpo l'ultimo capitolo e l'epilogo! Siete fortunati' date=' eh? :asd: in ogni modo, bando alle ciance e cominci la fine.

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Epilogo

Chris era a casa sua. Aveva salutato Anthony alle cinque dopo aver lasciato l’ospedale. Persino i medici erano sorpresi di quanto rapidamente si fosse ripreso dal trauma.

Aveva risposto alle chiamate e alle visite dei parenti che si erano preoccupavano di lui, pur ignorando apertamente il consiglio del medico di lasciarlo riposare.

Era arrivata la sera. Andò in camera sua e si infilo lentamente nel letto. Poi spense la lampada da tavolo, l’unica fonte di luce rimasta nella stanza.

Chiuse gli occhi; si addormentò quasi subito.

Quasi come in un film che viene riavvolto, passò dal buio alla luce, che lentamente svanì per lasciare spazio ai colori. C’erano le rovine della loro casa, davanti a lui, ora. Si girò e scorse Anthony.

Chris guardò Anthony e Anthony guardò Chris, e i due si rimisero subito al lavoro.

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Non posso credere che sia finito... è iniziato che era solo il due luglio, ma mi sembra che sia passata un'eternità!

Avevo in mente di scrivere qualcosa di altisonante in questa ultima nota, ma chi se ne frega, ho già scritto abbastanza, dopotutto :o

[/quote']

:D

Tutto qui il finale? xD

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Jackpot! In un colpo l'ultimo capitolo e l'epilogo! Siete fortunati' date=' eh? :asd: in ogni modo, bando alle ciance e cominci la fine.

****

Epilogo

Chris era a casa sua. Aveva salutato Anthony alle cinque dopo aver lasciato l’ospedale. Persino i medici erano sorpresi di quanto rapidamente si fosse ripreso dal trauma.

Aveva risposto alle chiamate e alle visite dei parenti che si erano preoccupavano di lui, pur ignorando apertamente il consiglio del medico di lasciarlo riposare.

Era arrivata la sera. Andò in camera sua e si infilo lentamente nel letto. Poi spense la lampada da tavolo, l’unica fonte di luce rimasta nella stanza.

Chiuse gli occhi; si addormentò quasi subito.

Quasi come in un film che viene riavvolto, passò dal buio alla luce, che lentamente svanì per lasciare spazio ai colori. C’erano le rovine della loro casa, davanti a lui, ora. Si girò e scorse Anthony.

Chris guardò Anthony e Anthony guardò Chris, e i due si rimisero subito al lavoro.

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Non posso credere che sia finito... è iniziato che era solo il due luglio, ma mi sembra che sia passata un'eternità!

Avevo in mente di scrivere qualcosa di altisonante in questa ultima nota, ma chi se ne frega, ho già scritto abbastanza, dopotutto :o

[/quote']

:D

Tutto qui il finale? xD

Si se lo consideri un finale :asd:

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Jackpot! In un colpo l'ultimo capitolo e l'epilogo! Siete fortunati' date=' eh? :asd: in ogni modo, bando alle ciance e cominci la fine.

****

Epilogo

Chris era a casa sua. Aveva salutato Anthony alle cinque dopo aver lasciato l’ospedale. Persino i medici erano sorpresi di quanto rapidamente si fosse ripreso dal trauma.

Aveva risposto alle chiamate e alle visite dei parenti che si erano preoccupavano di lui, pur ignorando apertamente il consiglio del medico di lasciarlo riposare.

Era arrivata la sera. Andò in camera sua e si infilo lentamente nel letto. Poi spense la lampada da tavolo, l’unica fonte di luce rimasta nella stanza.

Chiuse gli occhi; si addormentò quasi subito.

Quasi come in un film che viene riavvolto, passò dal buio alla luce, che lentamente svanì per lasciare spazio ai colori. C’erano le rovine della loro casa, davanti a lui, ora. Si girò e scorse Anthony.

Chris guardò Anthony e Anthony guardò Chris, e i due si rimisero subito al lavoro.

****

Non posso credere che sia finito... è iniziato che era solo il due luglio, ma mi sembra che sia passata un'eternità!

Avevo in mente di scrivere qualcosa di altisonante in questa ultima nota, ma chi se ne frega, ho già scritto abbastanza, dopotutto :o

[/quote']

:D

Tutto qui il finale? xD

Si se lo consideri un finale :asd:

Ops, non avevo visto il capitolo 12 D:

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Fà cagare il finale. Scrivi un altro racconto (col nemesis ;))

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Fà cagare il finale. Scrivi un altro racconto (col nemesis :asd:)

Grazie ;)

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Il finale è un po' scontato...Ma c'è un gravissimo errore nel pdf! Non c'è l'AUTORE!

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Il finale è un po' scontato...Ma c'è un gravissimo errore nel pdf! Non c'è l'AUTORE!

Il mio nome deve rimanere segreto :asd: tanto c'è già la garanzia che l'ho postato io :asd:

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